Magdi Allam, Stefano Dambruoso
Magdi AllamStefano Dambruoso

Magdi Allam - VINCERE LA PAURA

Stefano Dambruoso (con Guido Olimpo) - MILANO BAGDAD

Mercoledì 27 luglio 2005 - Ore 21.15
Gaeta Medioevale - via Annunziata
- Ingresso Libero -


Omaggio musicale di Mohssen Kasirossafar e Simonetta Imperiali



Le immagini dell'incontro
Il rapporto tra l'Occidente e il mondo musulmano, la lotta al terrorismo islamico, sono priorità planetarie. Attraverso le loro straordinarie esperienze due testimoni del nostro tempo ci aiutano a capirne di più.

Magdi Allam (Il Cairo, 1952) è vicedirettore ad personam del “Corriere della Sera”, e in qualità di editorialista e inviato speciale si occupa degli eventi politici, economici, sociali e culturali dell'area mediorientale, comprese le tematiche trasversali quali il terrorismo, l'islam, l'immigrazione, il confronto tra le religioni, i processi democratici e i rapporti nel Mediterraneo. Laureato in Sociologia all'Università La Sapienza di Roma, si è specializzato nello studio delle comunità musulmane e dei mass media arabi. Da Mondadori ha pubblicato: Diario dall'Islam (2002), Bin Laden in Italia. Viaggio nell'islam radicale (2002), Saddam. Storia segreta di un dittatore (2003), Kamikaze made in Europe (2004). Ha inoltre scritto con Roberto Gritti. Islam, Italia. Chi sono e cosa pensano i musulmani che vivono tra noi (Guerini e Associati 2001). Cura il Forum “Noi e gli altri” sul sito www.corriere.it/allam. Collabora come commentatore alla rete televisiva La7 e alla trasmissione “porta a porta” di RaiUno.
Barese, 43 anni, Stefano Dambruoso è laureato con lode in giurisprudenza con una tesi in diritto del lavoro comparato. Magistrato dal 1990, nel 1992 sostituto procuratore ad Agrigento. Dal 1994 al 1996, applicato alla procura distrettuale di Palermo, si occupa di indagini su reati commessi nell'ambito di associazioni mafiose e su reati contro la Pubblica Amministrazione, svolgendo inoltre le funzioni di pubblico ministero in vari maxiprocessi caratterizzati dalla partecipazione di oltre 100 imputati. Dal dicembre 1996 alla procura del tribunale di Milano nel Dipartimento Antiterrorismo interno ed internazionale, ove si occupa di diverse indagini aventi carattere transnazionale. In particolare, indagini su reati commessi da gruppi terroristici islamici di origine algerina, tunisina, egiziana, mantenendo frequenti rapporti con le autorità giudiziarie francese, inglese, svizzera, belga e americana. Dopo i fatti dell'11 settembre 2001 la collaborazione si intensifica e diventa continuativa. Nel maggio 2003 ospite del Governo americano per tre settimane di incontri e contatti con i massimi vertici della loro Giustizia e Polizia (Law Enforcement), finalizzati proprio a perfezionare l'attività di prevenzione e lotta al crimine organizzato ed al terrorismo islamico. Diviene inoltre interlocutore dell'ufficio ONU di New York per il monitoraggio delle attività nei vari Stati membri di applicazione della risoluzione ONU sul contrasto al finanziamento di Al Qaeda e per lo studio di iniziative per reprimere le varie forme di finanziamento al terrorismo islamico. In Italia si occupa delle indagini nell'ambito dell'area anarcoinsurrezionalista nei confronti di oltre 50 indagati, coordinando diversi uffici di polizia giudiziaria appositamente impegnati in questo settore investigativo. Dal 2001 componente della direzione distrettuale antimafia di Milano per la quale svolge indagini in materia di organizzazioni dedite allo spaccio di sostante stupefacenti e di gruppi appartenenti ad organizzazioni criminali calabresi. Nel frattempo partecipa a diverse riunioni di coordinamento in materia di terrorismo internazionale presso Eurojust, avviando, con i colleghi di Spagna e Grecia, un primo tentativo di istituzione di “squadre investigative comuni”, nuovo strumento di cooperazione giudiziaria a livello comunitario. Dal maggio al luglio 2003 consulente UNICRI, agenzia dell'ONU con sede a Torino, per la ricerca sulla lotta al crimine organizzato e terrorismo. Dal 19 aprile 2004 fuori ruolo per assumere l'incarico di esperto giuridico presso la Rappresentanza Permanente Italiana dell'ONU di Vienna. La rivista “Time” lo ha definito “un eroe europeo”.

MAGDI ALLAM - VINCERE LA PAURA
“Questo libro sulla paura dei terroristi che uccidono nel nome di Allah, ma anche sulla paura dell'incoscienza di quella parte dell'Occidente che considera i terroristi dei resistenti, nasce dalla mia personale esperienza professionale e di vita, che mi vede costretto da due anni a vivere sotto scorta”. per la prima volta Magdi Allam racconta se stesso, musulmano laico nato e cresciuto nel'Egitto di Nasser ed emigrato in Italia nel 1972: “Partendo dal mio vissuto posso testimoniare che soltanto quarant'anni fa la situazione in Medio Oriente era radicalmente diversa. La società e le istituzioni erano laiche. La cultura dell'odio e della morte, che l'Occidente oggi associa ai musulmani, non è nel Dna dell'islam”. Allam in questo libro, ha deciso di togliersi tutti i “sassolini” che l'hanno condannato come “nemico dell'islam”, sia i loro complici occidentali che alimentano uno scenario di scontro e di odio. È una testimonianza forte , sofferta, estrema. Un atto di accusa contro gli estremisti che mirano al controllo delle moschee, i giornalisti che simpatizzano con i terroristi, la sinistra che strumentalizza la “guerra ingiusta” per il proprio tornaconto elettorale, la classe politica che paga milioni di euro per il rilascio degli ostaggi italiani senza preoccuparsi del fatto che quei soldi provocheranno nuove stragi tra gli iracheni. Una vibrante denuncia che culmina in due lettere aperte: a Oriana Fallaci per la sua volontà di criminalizzare l'insieme dei musulmani e a Tariq Ramadan per il suo tentativo di imporre una realtà integralista in seno alle comunità musulmane d'Europa. Nonostante tutto, Allam è convinto che un islam moderato, rispettoso del valore della sacralità della vita, finirà con il prevalere. Perché all'interno del mondo islamico è in atto una riscossa civile ed etica e un rinascimento liberale che ha per protagonisti gli uomini e le donne che sempre più si ribellano al terrorismo. Vincendo la paura. “È il sentimento della paura la vera arma degli integralisti, dei terroristi, degli estremisti di ogni risma” spiega Alla,. Quindi “la parola d'ordine è vincere la paura”.

STEFANO DAMBRUOSO (con GUIDO OLIMPO) - MILANO BAGDAD
Come sono organizzate le cellule del terrorismo islamico operanti in Italia? Qual è la loro funzione in ambito internazionale? Dove si concentrano i militanti e quali sono i loro contatti con i paesi musulmani? Con questo libro, Stefano Dambruoso, magistrato della procura milanese in prima linea nelle indagini sul terrorismo islamico, e il giornalista Guido Olimpio, esperto di terrorismo internazionale, ci illustrano la reale entità del pericolo e in quali direzioni si stanno muovendo gli inquirenti, quali sono le persone che contano all'interno della rete di moschee e centri di aggregazione musulmana, quali le zone a più alto rischio di attentati in questi mesi. Le indagini condotte negli ultimi anni, soprattutto dopo l'11 settembre, hanno fornito un quadro inquietante. È emersa una rete di specifiche funzioni gerarchiche e parallele, dal predicatore al reclutatore, dal finanziere al capo militare, dal responsabile dell'informazione all'addetto alle relazioni fino allo shahid, l'ultimo anello della catena. Le nazionalità sono diverse e così pure l'estrazione sociale. Diverse sono anche le sigle, intrecciate talora in un groviglio non facilmente districabile, con cambi di ruolo e di alleanze e lotte di potere interne. Un crogiuolo di forze aggreganti insieme a forze disgreganti, dove l'esaltazione massima dell'individualità rappresentata dall'attentatore suicida si affianca alla volontà di riscatto della comune radice islamica. Prende corpo un asse Milano-Bagdad, composto di elementi formati in Europa e federato con i gruppi locali mediorientali, un organismo che si muove nel segno della globalizzazione utilizzando per i suoi scopi l'informatica e la neotecnologia insieme alla strumentazione bellica più primitiva e più accessibile. Sull'altro fronte c'è il lavoro investigativo delle varie procure italiane, collegate con le procure europee, che, fra mille difficoltà, hanno compiuto grandi passi avanti negli ultimi anni. Questo libro è il diario di bordo di un ufficio giudiziario impegnato giorno per giorno contro il terrorismo.
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