HomePresentazioneProgramma 2017Ultime edizioniLibro degli ospitiContattiPagina You Tube
 

Pietro Grasso, Francesco La Licata, Salvo Sottile Venerdì 27 luglio 2007 - ore 21.15
Formia - Centro CONI
via Appia L. Napoli 7

- Ingresso Libero -


omaggio musicale di AWA LY (voce) e VALERIO GUARALDI (chitarra)

Non esiste argomento che un libro non consenta di approfondire. Gli straordinari protagonisti di questo appuntamento ci aiutano a capire il nostro Paese, dimostrandoci che possiamo sempre scegliere da che parte stare...
Pietro Grasso, Francesco La Licata
Piero Grasso è nato a  Licata  (Ag) il 1  gennaio 1945;  in magistratura dal  1969, è stato nominato Procuratore Nazionale Antimafia nel 2005. Muove i primi passi professionali in Sicilia: prima è pretore a Barrafranca, poi sostituto procuratore e quindi giudice a Palermo. Si occupa, tra l'altro, come giudice a latere, del primo maxi-processo di mafia, al termine del quale scrive una sentenza monumentale: 6.901 pagine. I successivi dieci anni, dall'89 in poi, portano Grasso a Roma: distaccato presso la commissione parlamentare Antimafia, dall'89; poi, nel '91, chiamato al ministero della Giustizia per coordinare le attivitá della Direzione degli Affari Penali. Ufficio dal quale nel giugno del '92, dopo la strage di Capaci, sostituisce Giovanni Falcone nella commissione sui programmi di protezione e nel comitato per l'ordine e la sicurezza. Nel gennaio del '93, poi, Grasso diventa sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia: coordina il gruppo di lavoro «Mafia», occupandosi, tra l'altro, anche dei procedimenti della cosiddetta «stagione stragista» di Cosa Nostra e ottiene l'incarico di procuratore aggiunto. Poi, nell'agosto del '99, viene chiamato alla guida della Procura di Palermo, dove subentra a Giancarlo Caselli.

Giornalista e scrittore, Francesco La Licata inizia la sua formazione a L’Ora di Palermo, giornale poco ossequioso verso i poteri forti e i boss, come cronista di nera. Si è sempre occupato di temi legati al fenomeno mafioso, diventandone come giornalista, tra i massimi esperti. Ha collaborato con alcuni settimanali e periodici nazionali e con la trasmissione Blu Notte di Carlo Lucarelli. Ha scritto Storia di Giovanni Falcone, cui si è ispirata la fiction televisiva sulla vita del magistrato ucciso nella strage di Capaci.

Pizzini, veleni e cicoria – La mafia prima e dopo Provenzano (Feltrinelli), è una conversazione tra Francesco La Licata e Pietro Grasso su trent’anni di mafia, che prendendo spunto dalla cattura di Provenzano analizza senza censure la borghesia mafiosa, la società siciliana un po’ vittima, un po’ complice, che ha permesso ad una organizzazione di analfabeti e semplici contadini di essere ai vertici dell’economia. Con questo prezioso lavoro si rivolgono direttamente all’opinione pubblica, consapevoli che “senza il consenso sociale e in presenza di una politica clientelare, sarà difficile arrivare fino in fondo”. La speranza arriva però dal sostegno della comunità civile, con le sue centinaia di iniziative di giovani, studenti ed associazioni.
Salvo Sottile, nato a Palermo nel 1973, è uno dei volti storici del Tg1. Conduttore e inviato, ha iniziato la sua carriera a 17 anni, proprio in Sicilia, raccontando con inchieste e reportages i maggiori processi e fatti di mafia, dalle uccisioni dei giudici Falcone e Borsellino alla cattura dei grandi latitanti. Oggi vive e lavora a Roma.
Maqeda (Baldini Castoldi Dalai) è il suo primo romanzo. È la storia di un ragazzo, Filippo, che nella Palermo degli anni ’70, ammaliante e violenta, riceva un’educazione sentimentale e mafiosa che lo porterà a vivere molti ruoli. Fotoreporter di successo nella scuderia di Letizia Battaglia, durante gli anni delle stragi di mafia (è sua la tristemente famosa foto dell’auto crivellata di colpi del Generale Dalla Chiesa), ammirato dal grande Joseph Kudelka, che definì un suo scatto che ritraeva una testa decapitata sul sedile di una 600 “l’immagine del secolo”. Imprenditore spregiudicato, finisce in carcere otto mesi con l’accusa di aver partecipato all’uccisione del vicequestore Cassarà, verrà poi scagionato grazie alle indagini di Giovanni Falcone. Infine chef apprezzatissimo, fuori dalla sua isola. Questo avvincente romanzo è liberamente ispirato alla vita di Filippo La Mantia, la cui storia diventerà presto un film. I lettori hanno decretato il successo di questo bel romanzo, uscito da pochi mesi e già più volte ristampato.
Maqeda

tuttilibri Formia