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Psicanalista di fama mondiale, Luigi Zoja č
stato presidente dell’Associazione Internazionale di Psicologia
Analitica che raggruppa gli analisti junghiani nel mondo e ha vinto due
Gradiva Award.
Nei
suoi testi ama rifarsi all’Antichitą classica per meglio capire le
tematiche sociali attuali.
I
suoi libri sono tradotti in quattordici lingue.
In
italiano: Nascere non basta. Iniziazione e tossicodipendenza (Cortina,
1985 e 2003); Coltivare l’anima (Moretti&Vitali,
1999); Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualitą e scomparsa
del padre (Bollati Boringhieri, 2000); Storia dell’arroganza.
Psicologia e limiti dello sviluppo (Moretti&Vitali, 2003);
Giustizia e Bellezza (Bollati Boringhieri, 2007); Contro Ismene
(Bollati Boringhieri, 2009); La morte del prossimo (Einaudi, 2009).
GIUSTIZIA
E BELLEZZA
(Bollati
Boringhieri Editore)
Fra gli studi sulla crisi della
modernitą, questo saggio si inserisce con forza in una prospettiva
inattesa.
Gli
antichi Greci avevano un sistema di valori indivisibile, fatto di
giustizia e bellezza.
La
bellezza, raccogliendo approvazioni indiscutibili, aiutava ad
assicurare un consenso anche alla morale.
Ora
purtroppo il bello, non essendo direttamente utile, viene considerato
in funzione del passatempo e dell’investimento.
Intanto,
privatizzazione e razionalizzazione della vita eliminano la piazza,
dove si godeva la bellezza gratuitamente e insieme.
L’arte
si fa specialistica e la massa si abitua alla bruttezza come condizione
normale.
Ma
il cinismo verso i valori della giustizia, che la societą di oggi si
rimprovera, potrebbe derivare anche dall’aver eliminato quelli della
bellezza da cui la loro radice č inseparabile.
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