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"Ridere, io trovo che ridere è una cura,
è parte della guarigione.
Per cui il consiglio che dò a tutti è
cominciare con una grande risata
e finire con una grande risata"
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Orvieto, Martedì 7 dicembre 2004 - Ore 18.00
Palazzo del Popolo - Sala dei 400
Proiezione del film "Anam, il senzanome" di Mario Zanot
La sua ultima intervista
Interverranno tra gli altri
Angela Staude Terzani, Folco Terzani, Ettore Mo
In apertura: Musica Antica dell'India - "Shanty Raga" (Melodie di Pace), offerta dal Maestro Krishna Das
Tiziano
Terzani. Firenze 1938 - Orsigna 2004. Dal 1971 corrispondente dall'Asia
per il settimanale tedesco Der Spiegel,
è vissuto a Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokio e Bangkok e
negli ultimi dieci anni in India. Ha collaborato con il Corriere
della Sera. Profondo conoscitore del continente asiatico, Terzani
è stato uno dei giornalisti italiani che ha goduto di maggior
prestigio a livello internazionale. Nel 1997 gli è stato
conferito il "Premio Luigi Barzini all'Inviato Speciale".
Tra i suoi libri: "Un indovino mi disse", "Lettere contro la guerra",
"Un altro giro di giostra".
INFO: LIBRERIA DEI SETTE - ORVIETO
TEL. 0763.344436 - www.librisco.it - Enza Campino 338.8990171
Ingresso Libero
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Nel
marzo del 2004 mentre sta per uscire il suo ultimo libro, Tiziano
Terzani scrive ai suoi lettori per comunicare loro che non andrà
in giro ad incontrarli perchè tutto ció che aveva da dire, lo aveva scritto in "Un altro giro di giostra".
Se è
vero ciò che dice Tahar Ben Jelloun, che il libraio è una
mano tesa tra chi scrive e chi legge, allora proprio dei librai insieme
con un'amministrazione comunale possono cogliere l'opportunità
di organizzare un incontro tra i suoi lettori di sempre, i più
recenti e quelle persone che stanno per avvicinarsi ai suoi scritti per
rimanerne conquistate. Lo dimostrano le crescenti e costanti vendite di
tutti i suoi libri negli ultimi mesi.
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Ad Orvieto saranno presenti, tra gli altri, Angela Staude, la moglie speciale, la donna che Lui ha conosciuto a 17 anni capendo immediatamente di aver trovato l'altra metà con cui condividere un istintivo accordo sul come guardare al mondo e sul dove andare, una comunione di vita assolutamente unica, fatta di grandi assenze e grandi presenze.
Amavano citare un poeta bengalese: "L'amore è un filo che non lega, è come un elefante legato con un filo di seta".
Se Tiziano avesse potuto scegliere le parole da dire nell'ultimo minuto, sarebbero state queste: Ringrazio tutti quelli che mi hanno dato una mano, e Angela che me le ha date tutte e due.
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Ci sarà Folco,
suo figlio, regista di documentari che basta ascoltare appena per
capire quanto abbia compreso del padre: "La persona che ti ha dato la
vita non ti lascia due stracci e una casa, ma ti insegna a morire
– Lui che è avanti ti fa vedere la strada".
Sarà presente Ettore Mo,
altro grandissimo corrispondente; seppur in momenti diversi, hanno
viaggiato negli stessi luoghi condividendo e documentando in modo
magistrale le esperienze di un mondo lontano dai nostri orizzonti
quotidiani.
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Le parole e l'immagine di Terzani ci arriveranno attraverso la proiezione del film Anam, il senzanome, come Tiziano aveva deciso di chiamarsi in un ashram indiano.
È
l'ultima intervista concessa fortunatamente e in maniera del tutto
inaspettata – per la maggior ritrosia degli ultimi tempi –
al regista Mario Zanot, a Orsigna nel maggio di quest'anno. Un grande
regalo per tutti noi!
"Prima
vedevo il mondo a fette, ora lo vedo tutto. Io sono in pace. Sono in
una condizione stupenda; sto benissimo. E il mio corpo, me ne
staccherò, lo lascerò lì e andrò
via… Mi incuriosisce morire, mi dispiace solo che non
potrò scriverne".
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L'incontro
si terrà a Orvieto, la città da cui – Lui che non
amava molto i riconoscimenti ufficiali – ha accettato il "Premio
Luigi Barzini all'Inviato Speciale", anche perché stimava molto
tutti quelli che lo avevano ricevuto in precedenza, tra cui lo stesso
Ettore Mo.
Così
come era orgoglioso di un altro premio, quello di "Bambino permanente".
Gli aveva spiegato Teresa Maffei, presidentessa della "Lega per i
diritti dei bambini", che non riuscivano ad assegnarlo tutti gli anni
perché era sempre più difficile trovare un uomo che
avesse conservato il cuore di un bambino.
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Orvieto, da lui generosamente definita una meta del cuore ha inoltre avuto il privilegio di ospitare la prima mondiale di "Lettere contro la guerra", il libro che ha scritto dopo l'undici settembre.
Per 30 anni
inviato di guerra ha poi cercato di spiegare l'assoluta
necessità di intraprendere in un cammino di comprensione, la
strada del dialogo. L'unica percorribile se si vuole evitare di andare
incontro alla distruzione.
"Il
mondo è cambiato... Dobbiamo cambiare noi…fermiamoci,
riflettiamo, prendiamo coscienza, facciamo ognuno qualcosa... nessun
altro può farlo per noi".
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Da quel giorno è partito proprio da Orvieto come in un "pellegrinaggio di pace"
che lo ha condotto in tante città ad incontrare centinaia di
persone, soprattutto ragazzi – Lui che viveva la maggior parte
del suo tempo in solitudine sull'Himalaya.
Ma molte delle lettere di Tiziano Terzani che parlino di guerra, di viaggi o della malattia sono incredibilmente positive.
Scrive Ettore Mo, definendolo paladino di una pace assoluta: "Nei
molti libri che ha scritto – tratti dalle sue esperienze di
corrispondente di guerra in ogni parte del mondo – sono confluiti
i dolori, i conflitti, i deliri di un'umanità in procinto di
precipitare nel baratro: ma alla fine del tunnel c'è sempre uno
spiraglio di luce, alimentato dal suo fondamentale ottimismo".
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Continuando
a leggere i suoi libri, crediamo, potremo sentirci tutti un po' meno
soli. E lo diciamo facendo nostro un messaggio di un suo lettore
apparso sul Corriere Della Sera, letteralmente inondato di e-mail dal
giorno della sua "partenza".
"Mi sento orfano. Orfano di una guida, di uno scrittore sincero
che mi ha indicato un sentiero possibile. Un sentiero che forse mai
avrò il coraggio di percorrere. Eppure per me è stato
importante incamminarmi al suo fianco, a distanza".
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In Afghanistan, Emergency
ha dedicato a Tiziano Terzani il nuovo Centro chirurgico di
Lashkar-Gah, nella provincia pasthun di Helmand, che ha avviato
l'attività chirurgica il 20 settembre 2004.
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Bibliografia
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1973 - Pelle di Leopardo
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1985 - La porta proibita
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1998 - In Asia
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1976 - La liberazione di Saigon
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1992 - Buonanotte, Signor Lenin
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2002 - Lettere contro la guerra
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1981 - Holocaust in Kambodscha
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1995 - Un indovino mi disse
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2004 - Un altro giro di giostra
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Con lo spirito del Passalibro, il primo Bookcrossing italiano nato a Fahrenheit,
la trasmissione di Radio3, copie dei libri di Tiziano Terzani saranno
lasciate martedì 7 dicembre in diversi angoli di Orvieto "in
cerca" di nuovi lettori.
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Fotografie di Vincenzo Cottinelli, Andrea De Meo, Massimo Roncella
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